Francis Offman, Untitled, 2023-2024
Notes from the Heart
Giugno 28-Settembre 20, 2024 – Monaco
A cura di Lewis Dalton Gilbert
La Società delle Api è lieta di annunciare che Le QUAI ospiterà la prima mostra personale a Monaco dell’artista ruandese con base a Bologna Francis Offman, intitolata Notes from the Heart.
La mostra mette in luce il potere trasformativo dell’arte e il profondo impatto della collaborazione comunitaria. Al centro dell’esposizione si trova l’etica dell’ospitalità promossa da Silvia Fiorucci e La Società delle Api, che crea uno spazio in cui gli artisti possono incontrarsi, condividere idee e creare collettivamente. La mostra site-specific di Francis Offman in galleria incarna questo spirito, traendo ispirazione dalle sue esperienze e interazioni all’interno di questo ambiente accogliente.
Monaco, spesso associata all’esclusività, trova un contrappunto rinfrescante in La Società delle Api, dove regnano inclusività e convivialità. Offman estende questo invito anche ai visitatori delle sue opere, stimolando curiosità e contemplazione e incoraggiando il dialogo. Il suo approccio alla comunicazione rispecchia il suo processo artistico — sottile ma profondo. Come strati di significato, i suoi dipinti si rivelano gradualmente nel tempo, sfidando il pubblico a guardare oltre i giudizi superficiali.
Attraverso il suo lavoro, Offman affronta stereotipi e preconcetti, invitando gli spettatori a mettere in discussione i propri bias. Evita interrogazioni dirette affermando: «Ci sono molti modi di dire le cose, si può gridare senza alzare la voce». L’artista incoraggia invece l’introspezione attraverso materiali personali e simbolismi. I fondi di caffè, motivo ricorrente nella sua pratica, evocano una riflessione sullo spreco e sull’eccesso, spingendo a considerare le origini e l’impatto del consumo quotidiano.
L’uso dei fondi di caffè da parte di Offman ricorda l’interconnessione delle comunità globali. Evidenziando la distanza tra un oggetto di uso quotidiano e la vita di chi lo produce, l’artista ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con consumo e conservazione. La sua arte va oltre la semplice preservazione: evolve, riflettendo l’interazione dinamica tra artista, materiale e ambiente.
Il rispetto di Offman per la storia e la tradizione informa la sua pratica artistica. Ispirandosi alle iniziative innovative di riciclo del Ruanda, egli onora la natura ciclica della creazione e della conservazione. Lavora in armonia con le stagioni, attento ai ritmi della natura e ai materiali che impiega, preferendo utilizzare gli elementi come supporto alla creazione delle sue opere.
La mostra coinvolge tutti i sensi, incorporando l’olfatto come elemento narrativo. Caffè e lavanda, provenienti da La Società delle Api a Grasse, permeano lo spazio con aromi evocativi. Il titolo Notes from the Heart si ispira alla terminologia della profumeria, celebre nella regione, ma è anche un riferimento ai messaggi di tenerezza che Offman desidera condividere con i visitatori e alla generosità percepita presso La Società delle Api. Le opere dell’artista sono spesso realizzate con materiali donati: ogni tela conserva l’impronta della propria origine, preservandone la storia e l’essenza.
Con il suo nuovo studio e orizzonti artistici ampliati, Offman continua a superare i confini e a sfidare le convenzioni. Rimane profondamente legato alla comunità locale, da cui trae materiali e ispirazione. Il suo approccio diretto sottolinea l’impegno verso la narrazione e l’autenticità, assicurando che ogni opera mantenga l’integrità del proprio racconto.
Notes from the Heart è più di una mostra: è una testimonianza del potere trasformativo dell’arte e dei legami duraturi della comunità. Attraverso il suo lavoro, Offman ci invita a interagire con l’ambiente che ci circonda, a mettere in discussione le nostre convinzioni e ad abbracciare il ricco tessuto dell’esperienza umana, accendendo una scintilla di curiosità e meraviglia che perdura oltre la fine dell’esposizione.
NOTE BIOGRAFICHE
Francis Offman (n. 1987, Butare, Ruanda) vive e lavora a Bologna, Italia. Le sue opere murali e installazioni sono realizzate con materiali riutilizzati, tra cui tessuti donati o scartati, fondi di caffè esausti, bende scadute e ritagli di carta, dipinti e incollati insieme. Originario del Ruanda, l’artista vive in Italia dall’infanzia. Sebbene le sue composizioni siano sempre astratte, ogni elemento utilizzato contiene una narrazione legata a una storia locale o globale. Offman utilizza spesso l’intonaco bolognese come legante e il caffè come ponte tra il paese d’origine, dove è una risorsa fondamentale, e il luogo di residenza, dove è una bevanda simbolo. Le sue superfici stratificate e materiche attingono a molteplici influenze visive e storiche, offrendo una lettura ricca e complessa.
Tra le mostre recenti e future: My Dreams Were Destroyed on Your Walls, DEO projects, Chios (2024); Economics of Painting, Mead Gallery, Warwick Arts Centre, Coventry (2024); The Invention of Europe. A tricontinental narrative(2024–2027), Kunst Meran, Merano (2024); Norval Sovereign African Art Prize, Norval Foundation, Città del Capo (2024); uMoya: The Sacred Return of Lost Things, Tate Liverpool, Liverpool Biennial (2023); La Biblioteca del Mondo, Fondazione Memmo, Roma (2023); Herald St, Londra (2023); Sensing Painting, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino (2023); Italian Painting Today, Triennale Milano (2023); Arte circolare, MAXXI, Roma (2023); RETROFUTURE, MACRO, Roma (2023); Museo delle Opacità, Museo delle Civiltà Romana, Roma (2023).
Lewis Dalton Gilbert è un curatore indipendente e direttore creativo di A Vibe Called Tech, agenzia creativa e consulenza artistica che affronta la creatività attraverso una lente intersezionale. Dopo la laurea in Fine Art al Chelsea College of Art and Design, ha coordinato e prodotto mostre e progetti per White Cube e Frieze ed è attualmente associate curator del New Art Centre, dove in precedenza ha ricoperto il ruolo di direttore creativo. Nel 2021 ha curato le Hackney Windrush Art Commissions con Thomas J Price e Veronica Ryan OBE, per le quali Ryan ha vinto il Turner Prize. Tra i progetti curatoriali recenti: South by Southwest presso Gurr Johns (2024), Pictures of Us a Gathering, Londra (2023), We Share the Same Sky su Vortic Art (2023), Abstract Colour alla Marlborough Gallery (2023) e Peripheral Vision alla Anna Schwartz Gallery (2022).