Photo: Evan Bourgeau
Grass(e) as a Lab
Residency
Maggio 3-Giugno 10, 2021 – Grasse
La Società delle Api presenta un itinerario artistico attraverso i prati del Moulin des Ribes. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’architetto paesaggista Marco Bay, invitato da Silvia Fiorucci, fondatrice dell’associazione, a osservare ed esplorare le caratteristiche vibranti di questo paesaggio “fiorito”. Il Moulin des Ribes è un antico mulino ad acqua situato a Grasse, in Provenza, oggi di proprietà di Silvia Fiorucci, che lo ha trasformato sia nella propria abitazione sia in una delle tre residenze della Società delle Api. Il progetto, annuale, interpreta il “giardino” come uno spazio di sperimentazione artistica, teorica e botanica, dove gli artisti possono creare opere site-specific, seminare idee e costruire relazioni interspecifiche.
Grass(e) as a Lab, a cura di Cristiano Raimondi, considera la natura come generatrice di processi alchemici e fonte di innovazione simile alla tecnologia. Prendendo spunto dal ruolo che un fiore o un’ape possono svolgere nella produzione di conoscenza, così come dall’osservazione delle relazioni e degli scambi tra le diverse specie viventi, il progetto mira a dare vita a esperimenti artistici e poetici in dialogo con l’ecosistema eterogeneo del prato. Il progetto copre un’area del Moulin des Ribes situata oltre il ruscello che costeggia il mulino, uno spazio che connette sorgente e flusso dell’acqua, un terreno boschivo e un campo sospeso tra ombra e luce, abitato da una colonia di api che, nel tempo, lo ha trasformato in un ecosistema protetto e autosufficiente. Qui, la Società delle Api ha coltivato oltre trecento specie di fiori melliferi, insieme a specie rare di papaveri, cosmos e fiori antichi di campo, creando paesaggi fioriti capaci di stimolare creatività e contemplazione, e di generare opere e esperienze multidisciplinari.
Nel corso della prima edizione sono state installate opere site-specific e gli artisti invitati hanno interpretato l’ecosistema come un laboratorio dedicato ai cinque sensi. La spazialità proposta da Cristiano Raimondi si differenzia dagli spazi canonici di gallerie e musei, offrendo agli artisti un nuovo ambiente per esprimere la propria creatività, uno spazio fisico che, nella sua orizzontalità, mira a ridefinire le gerarchie con cui l’uomo si relaziona alla natura.
Photo: Evan Bourgeau
L’edizione inaugurale, non aperta al pubblico a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, ha incluso l’installazione Le générateur di Markus Hansen, un dispositivo a forma di casa costruito con semplici pallet e completamente ricoperto da piante di lavanda, che offre cibo e rifugio alle api, e un progetto site-specific di Petrir Halilaj e Alvaro Urbano che rende omaggio a Untitled (Perfect Lovers) di Félix González-Torres con fiori tradizionalmente usati per curare la malinconia, posizionati accanto all’opera “grottesca” Tomorrow Is So Far di Alvaro Urbano, precedentemente installata nel giardino.
Tra maggio e giugno si sono svolte tre residenze artistiche: Derek MF Di Fabio ha creato una caccia al tesoro permanente per coinvolgere i visitatori con installazioni nascoste nel giardino, Jochen Lempert ha proseguito la sua ricerca fotografica sul mondo naturale del Mediterraneo, iniziata a Kastellorizo nel 2019, e Sofia Stevi ha realizzato una serie di coperte da picnic dipinte a mano per momenti di socializzazione all’aperto. Sul fronte del design, l’edizione ha presentato un servizio da tavola di Helle Mardahl concepito per servire pasti con fiori commestibili, un’edizione d’artista di Valentina Cameranesi Sgroi ispirata al mondo delle api, presentata all’apertura dello spazio Le Quai a Monaco, e una scultura ibrida di Soft Baroque, sospesa tra forma archetipica e funzionalità, installata per permettere di osservare il paesaggio fiorito dall’alto.
Questa edizione del progetto è stata inoltre accompagnata dalla pubblicazione di un libro di aforismi sui giardini scritto dall’architetto e paesaggista Marco Bay, edito da Società delle Api.