Image: Allison Grimaldi Donahue, Archivio familiare personale, festa per il nascituro, anni ’70

Langue Lost, Language Found: Poetic Interventions part 2

Giugno 25, 2026 – Roma

Langue Lost, Language Found:

Poetic Interventions – Parte 2

 

di Allison Grimaldi Donahue

con Riccardo Baruzzi, Paula Bozalongo, Derek MF Di Fabio, Rodrigo Hernández, Vincenzo Ostuni, Catherine Parsonage, June Scialpi

 

Giovedì 25 giugno 2026

dalle 18 alle 21

Società delle Api – Via Gregoriana 40, 00187 Roma

 

Per questo secondo evento di Langue Lost, Language Found, presentato dalla Società delle Api, Allison Grimaldi Donahue invita poeti e artisti a dialogare sulle rispettive opere. Ogni dialogo tra un poeta e un artista prenderà spunto da questioni comuni alle diverse pratiche artistiche, riflettendo sul dialogo costante tra queste forme espressive. I poeti leggeranno alcune poesie, mentre gli artisti presenteranno un’opera.

 

Coppie in dialogo:

Allison Grimaldi Donahue & Catherine Parsonage (ENG)

Paula Bozalongo & Rodrigo Hernandez (ENG)

June Scialpi & Derek MF Di Fabio (ITA)

Vincenzo Ostuni & Riccardo Baruzzi (ITA)

 

Le conversazioni iniziano alle ore 18 e si svolgono in sessioni di 30 minuti.

Registrazione obbligatoria scrivendo a info@societadelleapi.org

Posti limitati.

 

La serie Langue Lost, Language Found: Poetic Interventions è un ciclo che mette in relazione pratiche artistiche e scrittura attraverso performance, letture e workshop. Coinvolgendo artisti italiani e internazionali, la serie esplora la poesia come esperienza condivisa, evidenziandone la dimensione collettiva e la sua presenza concreta nella vita di ogni giorno.

Programma completo

22 maggio

25 giugno

9 luglio

 

NOTE BIOGRAFICHE

Allison Grimaldi Donahue (1984, USA) è autrice di Comporci (edizioni enemble 2026), The History of Breathing (Diaphnes, 2025) e traduttrice di Self-portrait di Carla Lonzi (Divided, 2021). Recentemente ha realizzato performance poetiche, installazione e azioni collettive presso Guggenheim Foundation Venice, Luci d’Artista Torino, MACTE Termoli, Museo Madre Napoli, Kunsthalle Bern, Sonnenstube Lugano, Short Theatre Roma, e Prosopopoeia Vienna. È vincitrice della XIV edizione del Premio del Italian Council per lo Sviluppo dei Talenti e il 2026 Premio Gallarate. Ha conseguito un PhD in filosofia presso la European Graduate School. Vive a Bologna.

June Scialpi (1998, Italia) scrive e traduce. Ha pubblicato Il Golem. L’interruzione (Fallone Editore, 2022) con il quale ha vinto il Premio Flaiano Poesia Under 35 e le plaquette Condotta del simbionte (illustrazioni di Majid Bita, La Collana Isola, 2023) e in mezzo ai giorni (i) dati (Zacinto/Biblion, 2024). Suoi racconti sono apparsi su varie riviste e nell’antologia Stasera faremo cadere il cielo (Zona42, 2024). Si interessa di studi queer e transfemminismo. È co-autrice del saggio La promessa della luna. Genealogie di Sailor Moon (Moscabianca, 2025). Collabora con diverse realtà online, suoi interventi sono presenti su Lucy – Sulla cultura, L'altrosessuale, Ghinea, MediumPoesia, lay0ut magazine. Ha tradotto Indumenti contro le donne di Anne Boyer (Tic, 2025). Il suo ultimo libro è Retriever (Tic, 2025).

Vincenzo Ostuni (1970, Italia) è nato a Roma, dove ha studiato (laurea in psicologia, dottorato in filosofia) e vive. Redattore di minimum fax, poi editor di saggistica e in seguito direttore editoriale di Fazi, dal 2008 lavora alla narrativa e alla saggistica di Ponte alle Grazie di cui è, dal 2020, co-responsabile editoriale. Negli anni Novanta ha fondato il Laboratorio Aperto di Ricerca Poetica e ha fatto parte della redazione della rivista Dàrsena. Nel 2004 ha pubblicato Faldone zero-otto (Oèdipus). Nel 2009 è stato fra i vincitori del Premio Delfini. Faldone zero-venti è uscito per Ponte Sisto nel 2012. Una scelta dal Faldone zero-trentasette è stata pubblicata in volume da Aragno nel 2014, con il titolo Faldone zero-trentanove. Estratti 2007-2010, I; un’altra è uscita da Oèdipus nel 2018 con il titolo Faldone zero-trentasette. Estratti, II. Nel 2014 ha terminato il Faldone zero-cinquantanove, novantotto-novantanove; nel 2019 ne è uscito da Tic Edizioni un estratto dal titolo Deleuze, o dell’essere chiunque chiunque; nel 2022 un secondo da Aragno col titolo Faldone zero-cinquantanove, novantotto-novantanove. Estratti, II. Il Saggiatore ha pubblicato nel 2019 un estratto, dal titolo Il libro di G., della successiva e quinta versione del Faldone; un secondo estratto, dal titolo Opportune premesse, è uscito per Zacinto Edizioni nel 2022. La sesta versione è stata pubblicata integralmente nel marzo 2025 con il titolo Faldone (il Saggiatore). È in corso di composizione la settima versione. Ha curato Poeti degli anni Zero, che antologizza tredici autori contemporanei (L’Illuminista, n. 30 del 2010; nel 2011 ristampato in volume dal medesimo editore, Ponte Sisto). Fra gli animatori della rassegna di letteratura ESCargot, tra i fautori di Generazione TQ e redattore del Caffè illustrato, ha fatto parte del collettivo C17, che ha realizzato l’omonima conferenza di Roma sul comunismo.

Catherine Parsonage (Regno Unito, 1989) è artista e docente. Si è diplomata al Royal College of Art nel 2013. È stata Freelands Painting Fellow presso la Bath Spa University nel 2021, fellow del programma di studi di Castro Projects, Roma, nel 2018, e Sainsbury Scholar presso la British School at Rome nel biennio 2016–2017. Tra le mostre e i progetti selezionati si segnalano: Invisible Foundations, FORM ICA, Bath (2024); Your Love Is Like a Heatwave, 16:9 Billboard, Kingsgate Project Space, Londra (2023); Speed Date, Oceans Apart Gallery, Manchester (2023); Triangle, Freelands Foundation, Londra (2022); Anecdotes & Attitude, Michael Pennie Gallery, Bath (2021); Notes in Green, Clima, Milano (2019); e Convivium, Bosse and Baum, Londra (2017–2018).

Rodrigo Hernández (Messico, 1983) vive e lavora a Città del Messico. Ha studiato presso l’Akademie der Bildenden Künste di Karlsruhe e la Jan van Eyck Academie di Maastricht. È stato fellow della Laurenz-Haus Stiftung di Basilea (2015), dell’Akademie Schloss Solitude di Stoccarda, della Cité Internationale des Arts di Parigi (2016), di Istanbul Modern (2019) e di ArtExplora, Parigi (2025). Tra le sue più recenti mostre personali figurano quelle presso: Nonaka-Hill, Kyoto; Tanya Bonakdar Gallery, New York; Antenna Space, Shanghai; Wattis Institute, San Francisco; Kestner Gesellschaft, Hannover; Museo Jumex, Città del Messico; Swiss Institute/Offsite, New York; Museo de Arte Moderno, Medellín; Kunsthalle Kohta, Helsinki; CIAJG, Guimarães; Galerie Fons Welters, Amsterdam; SCAD Museum of Art, Savannah (Georgia); Sala de Arte Público Siqueiros, Città del Messico; Pivô, San Paolo; Kunsthalle Winterthur; Midway Contemporary, Minneapolis; SALTS, Basilea; Kim?, Riga; Heidelberger Kunstverein, Heidelberg; Kurimanzutto, Città del Messico; Museo Universitario del Chopo, Città del Messico; Bonnefantenmuseum, Maastricht; e Parallel Oaxaca, Oaxaca. Le sue opere sono state esposte in istituzioni e spazi quali: CCA Vilnius; Museo Jumex; Kunstmuseum Den Haag; Kunsthalle Münster; Göteborg Konsthall; Istanbul Modern; PinchukArtCentre, Kiev; GAMeC, Bergamo; ZKM Museum für Neue Kunst, Karlsruhe; Kunstverein Nürnberg; Bonnefantenmuseum, Maastricht; Gladstone Gallery, Bruxelles; Museo de Arte Moderno, Città del Messico; Moscow Museum of Modern Art, Mosca; Museum Haus Konstruktiv, Zurigo; e Kunsthalle Basel.

Derek MF Di Fabio (Italia, 1987) (loro) è nato nei pressi di Milano e vive a Berlino. La sua ricerca indaga le modalità con cui la conoscenza viene trasmessa tra corpi, generazioni e ambienti, interrogando le strutture di potere che modellano questi processi di scambio. Attraverso workshop, sculture, performance, opere sonore, scenografie, passeggiate ed eventi, la sua pratica genera esperienze che possono essere riattivate come memoria condivisa, oltre le nozioni fisse di identità, autorialità e appartenenza a un luogo. Diplomato al Dutch Art Institute, ha sviluppato una tesi sull’abolizionismo carcerario inteso come pratica di transfemminismo quantistico. Ha collaborato con i collettivi Abolitionist Jelly, Cherimus e Motel Lucie. Espone regolarmente con Almanac Projects; tra le presentazioni più recenti si segnalano progetti presso il Museo Castello di Rivoli, il Museo Madre di Napoli e il MAMBO – Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Paula Bozalongo (Spagna, 1991) Il lavoro di Paula Bozalongo si colloca all’intersezione tra arte, architettura e letteratura. La sua pratica esplora il potenziale della finzione all’interno di questo territorio condiviso, così come l’integrazione di letture affettive e riconfigurazioni discorsive nelle metodologie scientifiche. Si è laureata presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Madrid (ETSAM) con un Master in Architettura (2020) e ha successivamente conseguito un Master in Progettazione Architettonica Avanzata presso la stessa istituzione. Attualmente svolge la propria attività professionale presso Costura, Architectural Affairs Agency. Nel 2014 ha ricevuto il XXIX Premio di Poesia Hiperión per la sua opera d’esordio Diciembre y nos besamos, nonché il Premio UNESCO Bridges of Struga, assegnato alla migliore opera prima poetica. Tra le sue altre pubblicazioni figurano La piel de la naranja (Hiperión, Madrid, 2023), El viento arrasará las autopistas (Messico, 2017), Dreaming is Getting It Right in the Past (Polonia, 2016) e Como una piel vencida (2015). Le sue poesie sono inoltre state incluse in diverse antologie della poesia spagnola contemporanea, tra cui Nacer en otro tiempo (Renacimiento, 2016) e Re-generación (Valparaíso, 2015).

Riccardo Baruzzi (Italia, 1976) La ricerca di Riccardo Baruzzi si sviluppa attorno ai principi fisici e poetici del disegno e del suono. Nato a Lugo nel 1976, l’artista “dipinge disegni e disegna dipinti” per riportare l’immagine alla sua origine e ricondurla all’essenza del segno. In questo processo di analisi e successiva sintesi delle strutture nascoste delle cose, Baruzzi coinvolge talvolta anche l’elemento umano: le sue performance prevedono infatti la partecipazione di studenti d’arte, collezionisti e galleristi, chiamati a interagire con l’esposizione dell’opera pittorica o con il momento stesso della sua realizzazione. Tra le mostre e i progetti più recenti si segnalano: Tri Lus, TOAST Project Space, Firenze (mostra personale, 2024); Rattles and Something Else, SUTURA, Torino (2024); Portraits, IFT – Istituto Fisioterapico di Torino, Torino (performance dal vivo, 2024); Cinque Punti, Arena Paolini – GAM, Torino (performance dal vivo in collaborazione con il soprano Elena Busni, 2024); Il biondo, nell’ambito del Traffic Festival (La quinta rotazione della terra), Teatro Mario Tiberini, San Lorenzo in Campo, Pergola (PU) (sessione dal vivo, 2023); My Valley, Galerie Mark Müller, Zurigo (2023); Il margine del cielo e della terra, Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno (2022); Resonance, con Pieter Vermeersch, P420, Bologna (mostra a due, 2021). Vive e lavora a Bologna.