{"id":2662,"date":"2025-07-07T12:49:08","date_gmt":"2025-07-07T12:49:08","guid":{"rendered":"https:\/\/societadelleapi.org\/programmes\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\/"},"modified":"2026-04-21T13:38:15","modified_gmt":"2026-04-21T13:38:15","slug":"louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again","status":"publish","type":"programmes","link":"https:\/\/societadelleapi.org\/it\/programmes\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\/","title":{"rendered":"De haut en bas &#038; back again"},"content":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false},"class_list":["post-2662","programmes","type-programmes","status-publish","hentry","type-exhibition"],"acf":{"single-programmes-project-project-title":"De haut en bas & back again","single-programmes-project-title":"De haut en bas & back again","single-programmes-guest-project":["yes"],"single-programmes-type":22,"single-programmes-artist":"Louise Sartor","single-programmes-city":"Monaco","single-programmes-start":"20250704","single-programmes-end":"20250919","single-programmes-display-day":"yes","single-programmes-thumbnail-image":2530,"single-programmes-main-image":2530,"single-programmes-caption":"Louise Sartor, De haut en bas & back again (2024-2025), video loop in alta definizione di 32 disegni digitali\r\n","single-programmes-content":[{"acf_fc_layout":"single-programmes-content-text-layout","single-art-support-content-text":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: 400;\">A cura di Oriane Durand<\/span><\/p>"},{"acf_fc_layout":"single-programmes-content-text-layout","single-art-support-content-text":"<span style=\"font-weight: 400;\">La mostra personale di Louise Sartor riunisce una serie di dipinti e disegni realizzati nel corso delle ultime tre stagioni al Moulin des Ribes, a Grasse. Eseguite su cartone oppure come disegni digitali, le opere ruotano attorno a due motivi centrali: il cipresso e il bouquet di fiori appassiti. Sotto queste rappresentazioni realistiche che attingono a uno stile classico, la scelta del medium, cos\u00ec come la giustapposizione di due stati vegetali \u2014 uno persistente, l\u2019altro in declino \u2014 articola una riflessione pi\u00f9 ampia sulle temporalit\u00e0 del vivente, sui cicli di trasformazione e sulle modalit\u00e0 attraverso cui le immagini prendono forma.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">La scelta del cartone da imballaggio come supporto pittorico costituisce un punto di accesso essenziale all\u2019economia del lavoro di Louise Sartor. Materiale umile proveniente dalla catena del consumo, esso segnala una presa di posizione tanto estetica quanto politica: dipingere sul cartone significa rifiutare una gerarchia tradizionale dei materiali \u2014 quella che consacra la tela come supporto nobile per eccellenza \u2014 suggerendo al contempo una prossimit\u00e0 all\u2019ordinario e al quotidiano. Il cartone introduce nel campo della pittura un senso di instabilit\u00e0, di precariet\u00e0, una forma di familiarit\u00e0. Rimanda al \u201cbanale\u201d e alle logiche di circolazione e scambio, ma indica anche la possibilit\u00e0 di creare con mezzi accessibili e prontamente disponibili. Eppure, i pezzi di cartone su cui Sartor dipinge non sono poi cos\u00ec \u201csemplici\u201d. Ognuno ha una forma specifica \u2014 spesso asimmetrica, talvolta strappata, sempre singolare e, in ultima analisi, unica per il dipinto che accoglie. Questo gesto, questa inversione \u2014 affine alle strategie adottate da artisti come Thomas Hirschhorn o Richard Tuttle, per i quali il cartone funziona come supporto fragile e apparentemente privo di valore \u2014 apre uno spazio critico ponendo alcune domande: che cosa si produce nell\u2019atto del dipingere? Che cosa viene valorizzato? Che cosa viene rappresentato, e su quali basi?<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Moltiplicato su pezzi di cartone deliberatamente scelti, il motivo del cipresso opera una propria inversione \u2014 innanzitutto a livello simbolico. Emblema per eccellenza del Mediterraneo, il cipresso \u00e8 spesso associato ai cimiteri e al lutto, ma \u00e8 anche una sempreverde, simbolo di immortalit\u00e0 e longevit\u00e0 grazie al suo fogliame perenne. Van Gogh, che ne dipinse numerose rappresentazioni, lo descriveva come un albero che \u201cconnette la terra e il cielo\u201d. Questa dimensione cosmica \u00e8 pienamente evidente nella Notte stellata a Saint-R\u00e9my (1888), dove il cipresso emerge dall\u2019oscurit\u00e0 come una fiamma scura alla quale sembrano aggrapparsi le stelle. Nella serie di Louise Sartor, la reiterazione quasi ossessiva del motivo, combinata con un rigore formale nella sua verticalit\u00e0, produce un senso di slancio e di movimento ascendente che sembra sfidare l\u2019entropia. Da un dipinto all\u2019altro, non \u00e8 l\u2019albero a cambiare, ma ci\u00f2 che lo circonda: il cielo, la luce, il fogliame vicino. Questa variazione minima tra le opere rivela una forma di vitalit\u00e0 continua che trascende il supporto modesto su cui si dispiega.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Considerata rispetto a questa dinamica ascensionale, apparentemente pi\u00f9 forte del trascorrere del tempo, la serie dei fiori appassiti si distingue per un\u2019atmosfera tranquilla, silenziosa, quasi pia. Radicate nella tradizione della natura morta, queste vanitas evocano la finitudine dell\u2019esistenza, la transitoriet\u00e0 dei piaceri terreni e l\u2019inutilit\u00e0 dei beni materiali di fronte alla morte. Il fiore, colto qui nella sua fase terminale, appare come una forma introversa, ripiegata su se stessa. Eppure l\u2019artista riesce a infondere in questo soggetto una vitalit\u00e0 unica. Questi bouquet, la cui fragile verticalit\u00e0 \u00e8 sostenuta da contenitori discreti, emanano una presenza sottile ma innegabile. La precisione del gesto pittorico ci consente di percepire il punto di basculaggio, quell\u2019intervallo tra la vita nel suo pieno splendore e il suo inevitabile declino. I gambi sottili e fragili sono resi attraverso linee quasi nervose che esprimono un\u2019energia residua; le foglie ondeggiano come piccoli nastri che tracciano una memoria del movimento, prolungando lo slancio vitale in un ultimo balletto.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Se il cipresso incarna una forza ascendente e persistente attraverso la sua forma e la sua ripetizione, e il fiore appassito un movimento discendente, intimo e interiore verso l\u2019effimero, il titolo della mostra \u2014 De haut en bas et back again \u2014 propone una lettura ciclica e non lineare di questa relazione. Pi\u00f9 che una contrapposizione, si tratta di una dialettica, in cui l\u2019uno non pu\u00f2 esistere senza l\u2019altro. Vita e morte non sono messe in scena come opposti, ma come stati co-presenti e intrecciati, che si rigiocano nell\u2019atto stesso del dipingere.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">A questo livello, la pratica di Louise Sartor si confronta anche con una riflessione sullo statuto dell\u2019immagine e sulla sua riproducibilit\u00e0. L\u2019uso della serialit\u00e0 \u2014 sia in termini di soggetto sia di formato \u2014 colloca il suo lavoro in una linea genealogica che va da Warhol agli artisti concettuali degli anni Settanta. Il titolo della mostra \u00e8 un esplicito rimando al libro di Andy Warhol <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">From A to B and Back Again <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(1975), in cui l\u2019iterazione diventa una modalit\u00e0 di pensiero. Qui, la ripetizione non \u00e8 ridondanza, ma un atto di variazione di matrice pop: sposta l\u2019attenzione, scava nelle divergenze, rivela scarti sottili. Iscrive le opere in uno spazio di temporalit\u00e0 espansa, in cui ogni immagine \u00e8 un momento di un processo piuttosto che un oggetto compiuto.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">In controcanto alle opere su cartone da imballaggio, una serie di disegni digitali amplia il campo di riflessione. Presentati su un monitor a schermo piatto, questi disegni sono assemblati in una presentazione che intreccia una narrazione al tempo stesso personale e immaginaria. Una costellazione integrata di lavori pi\u00f9 datati recanti il motivo del cipresso confonde la cronologia della loro creazione. L\u2019uso del digitale estende le questioni legate alla circolazione, alla riproducibilit\u00e0 e all\u2019instabilit\u00e0 delle immagini. Questi disegni rispondono alle logiche del regno digitale, come la giustapposizione di frammenti narrativi, la coesistenza di temporalit\u00e0 disgiunte e la stratificazione dei livelli visivi. La pittura diventa cos\u00ec uno spazio poroso attraversato da una pluralit\u00e0 di regimi d\u2019immagine, che si espande oltre la tradizione pittorica per riflettere un\u2019immersione nell\u2019ecologia della cultura visiva contemporanea e industriale. Anche sul cartone, l\u2019immagine dipinta entra in questa rete, spesso in una prospettiva di confronto o di resistenza.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2 che resta centrale nel lavoro di Sartor \u00e8 la persistenza di uno sguardo rivolto a forme elementari \u2014 un albero, un fiore, un vaso \u2014 non nel tentativo di estrarne l\u2019essenza, ma di ricollocarle e riattivarne la presenza entro le condizioni materiali e simboliche contemporanee. L\u2019atto del dipingere diventa un gesto di misurazione che segnala lo spazio tra le cose, tra le immagini, tra gli stati del vivente. \u00c8 anche un modo di pensare la durata, il passaggio e la trasformazione. \u201cDe haut en bas &amp; back again\u201d non \u00e8 soltanto un titolo, ma una metodologia \u2014 un modo di attraversare le forme, di tornare, di mantenere una tensione attiva tra ascesa e caduta, persistenza e cancellazione. La mostra non mira a offrire un\u2019affermazione univoca o spettacolare, ma piuttosto ad aprire uno spazio di percezione, di lettura lenta, in cui ogni opera funziona come un punto di inflessione. Tra rigore formale e attenzione sensibile, tra economia di mezzi e densit\u00e0 simbolica, il lavoro di Louise Sartor interroga ci\u00f2 che oggi rende un\u2019immagine tale.<\/span>\r\n\r\n&nbsp;"},{"acf_fc_layout":"single-programmes-content-image-layout","single-programmes-content-image":2535,"single-programmes-content-caption":""},{"acf_fc_layout":"single-programmes-content-text-layout","single-art-support-content-text":"<b>NOTE BIOGRAFICHE<\/b>\r\n\r\n<b>Louise Sartor <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">vive e lavora a Parigi, dove \u00e8 nata nel 1988. Ha recentemente esposto alla Galerie Cr\u00e8vecoeur di Parigi (FR), da Page a New York (USA), da Bel-Ami a Los Angeles (USA), in centri d\u2019arte come La Synagogue de Delme (FR), Treignac Projet (FR), Le Consortium a Digione (FR), MO.CO. Panac\u00e9e a Montpellier (FR), e in musei tra cui il Mus\u00e9e Jean Honor\u00e9 Fragonard a Grasse (FR), il Museo Picasso di M\u00e1laga (ES), il MASC di Les Sables-d\u2019Olonne (FR), il Mucem di Marsiglia (FR), l\u2019X Museum di Pechino (CN) e l\u2019Institut Fran\u00e7ais di Tokyo (JP). \u00c8 stata residente a Villa Medici nel 2019\u20132020 e le sue opere fanno parte delle collezioni del Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris, del Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne et Contemporain de Gen\u00e8ve (CH) e dei FRAC di Poitou-Charentes, Borgogna e Corsica.<\/span>\r\n\r\n<b>Oriane Durand<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 curatrice e autrice, vive a Berlino. Ha studiato storia dell\u2019arte alla Sorbona (Parigi) e alla Freie Universit\u00e4t (Berlino). Dal 2015 al 2020 ha diretto il Kunstverein Dortmund, e nel 2023 ha assunto la direzione del Kunstverein Bielefeld. In precedenza \u00e8 stata curatrice al Kunstverein N\u00fcrnberg e al Kunstverein Bonn. Spinta da un particolare interesse per la scoperta di giovani artisti e pratiche sperimentali, ha organizzato, tra l\u2019altro, le prime mostre istituzionali in Germania di artisti come Raphaela Vogel (Bonner Kunstverein, 2015), Sol Calero (Dortmunder Kunstverein, 2017), Elaine Cameron-Weir (Dortmunder Kunstverein, 2018), Mimosa Echard (Dortmunder Kunstverein, 2019), Sara Sadik (Westf\u00e4lischer Kunstverein, 2022) e Tolia Astakhishvili (Kunstverein Bielefeld, 2023). Scrive regolarmente per la stampa specializzata internazionale (Frieze, CFA\u2026) e per cataloghi d\u2019artista.<\/span>"}]},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>De haut en bas &amp; back again - La Societ\u00e0 delle Api<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/societadelleapi.org\/it\/programmes\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"De haut en bas &amp; back again - La Societ\u00e0 delle Api\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/societadelleapi.org\/it\/programmes\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"La Societ\u00e0 delle Api\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-21T13:38:15+00:00\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/programmes\\\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/programmes\\\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\\\/\",\"name\":\"De haut en bas & back again - La Societ\u00e0 delle Api\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2025-07-07T12:49:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-21T13:38:15+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/programmes\\\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/programmes\\\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/programmes\\\/louise-sartor-de-haut-en-bas-back-again\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/societadelleapi.org\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"De haut en bas &#038; 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