{"id":2713,"date":"2024-06-13T14:39:39","date_gmt":"2024-06-13T14:39:39","guid":{"rendered":"https:\/\/societadelleapi.org\/programmes\/notes-from-the-heart\/"},"modified":"2026-04-20T16:48:31","modified_gmt":"2026-04-20T16:48:31","slug":"notes-from-the-heart","status":"publish","type":"programmes","link":"https:\/\/societadelleapi.org\/it\/programmes\/notes-from-the-heart\/","title":{"rendered":"Notes from the Heart"},"content":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false},"class_list":["post-2713","programmes","type-programmes","status-publish","hentry","type-exhibition"],"acf":{"single-programmes-project-project-title":"Notes from the Heart","single-programmes-project-title":"Notes from the Heart","single-programmes-guest-project":["yes"],"single-programmes-type":22,"single-programmes-artist":"Francis Offman","single-programmes-city":"Monaco","single-programmes-start":"20240628","single-programmes-end":"20240920","single-programmes-display-day":"yes","single-programmes-thumbnail-image":1790,"single-programmes-main-image":1790,"single-programmes-caption":"Francis Offman, Untitled, 2023-2024\r\n","single-programmes-content":[{"acf_fc_layout":"single-programmes-content-text-layout","single-art-support-content-text":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: 400;\">A cura di Lewis Dalton Gilbert<\/span><\/p>\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">La Societ\u00e0 delle Api \u00e8 lieta di annunciare che Le QUAI ospiter\u00e0 la prima mostra personale a Monaco dell\u2019artista ruandese con base a Bologna Francis Offman, intitolata <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Notes from the Heart<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">La mostra mette in luce il potere trasformativo dell\u2019arte e il profondo impatto della collaborazione comunitaria. Al centro dell\u2019esposizione si trova l\u2019etica dell\u2019ospitalit\u00e0 promossa da Silvia Fiorucci e La Societ\u00e0 delle Api, che crea uno spazio in cui gli artisti possono incontrarsi, condividere idee e creare collettivamente. La mostra site-specific di Francis Offman in galleria incarna questo spirito, traendo ispirazione dalle sue esperienze e interazioni all\u2019interno di questo ambiente accogliente.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Monaco, spesso associata all\u2019esclusivit\u00e0, trova un contrappunto rinfrescante in La Societ\u00e0 delle Api, dove regnano inclusivit\u00e0 e convivialit\u00e0. Offman estende questo invito anche ai visitatori delle sue opere, stimolando curiosit\u00e0 e contemplazione e incoraggiando il dialogo. Il suo approccio alla comunicazione rispecchia il suo processo artistico \u2014 sottile ma profondo. Come strati di significato, i suoi dipinti si rivelano gradualmente nel tempo, sfidando il pubblico a guardare oltre i giudizi superficiali.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Attraverso il suo lavoro, Offman affronta stereotipi e preconcetti, invitando gli spettatori a mettere in discussione i propri bias. Evita interrogazioni dirette affermando: \u00abCi sono molti modi di dire le cose, si pu\u00f2 gridare senza alzare la voce\u00bb. L\u2019artista incoraggia invece l\u2019introspezione attraverso materiali personali e simbolismi. I fondi di caff\u00e8, motivo ricorrente nella sua pratica, evocano una riflessione sullo spreco e sull\u2019eccesso, spingendo a considerare le origini e l\u2019impatto del consumo quotidiano.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019uso dei fondi di caff\u00e8 da parte di Offman ricorda l\u2019interconnessione delle comunit\u00e0 globali. Evidenziando la distanza tra un oggetto di uso quotidiano e la vita di chi lo produce, l\u2019artista ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con consumo e conservazione. La sua arte va oltre la semplice preservazione: evolve, riflettendo l\u2019interazione dinamica tra artista, materiale e ambiente.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Il rispetto di Offman per la storia e la tradizione informa la sua pratica artistica. Ispirandosi alle iniziative innovative di riciclo del Ruanda, egli onora la natura ciclica della creazione e della conservazione. Lavora in armonia con le stagioni, attento ai ritmi della natura e ai materiali che impiega, preferendo utilizzare gli elementi come supporto alla creazione delle sue opere.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">La mostra coinvolge tutti i sensi, incorporando l\u2019olfatto come elemento narrativo. Caff\u00e8 e lavanda, provenienti da <\/span><b>La Societ\u00e0 delle Api<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> a Grasse, permeano lo spazio con aromi evocativi. Il titolo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Notes from the Heart<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> si ispira alla terminologia della profumeria, celebre nella regione, ma \u00e8 anche un riferimento ai messaggi di tenerezza che Offman desidera condividere con i visitatori e alla generosit\u00e0 percepita presso La Societ\u00e0 delle Api. Le opere dell\u2019artista sono spesso realizzate con materiali donati: ogni tela conserva l\u2019impronta della propria origine, preservandone la storia e l\u2019essenza.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Con il suo nuovo studio e orizzonti artistici ampliati, Offman continua a superare i confini e a sfidare le convenzioni. Rimane profondamente legato alla comunit\u00e0 locale, da cui trae materiali e ispirazione. Il suo approccio diretto sottolinea l\u2019impegno verso la narrazione e l\u2019autenticit\u00e0, assicurando che ogni opera mantenga l\u2019integrit\u00e0 del proprio racconto.<\/span>\r\n\r\n<i><span style=\"font-weight: 400;\">Notes from the Heart<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 pi\u00f9 di una mostra: \u00e8 una testimonianza del potere trasformativo dell\u2019arte e dei legami duraturi della comunit\u00e0. Attraverso il suo lavoro, Offman ci invita a interagire con l\u2019ambiente che ci circonda, a mettere in discussione le nostre convinzioni e ad abbracciare il ricco tessuto dell\u2019esperienza umana, accendendo una scintilla di curiosit\u00e0 e meraviglia che perdura oltre la fine dell\u2019esposizione.<\/span>\r\n<h3><\/h3>\r\n<strong>NOTE BIOGRAFICHE<\/strong>\r\n\r\n<b>Francis Offman<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (n. 1987, Butare, Ruanda) vive e lavora a Bologna, Italia. Le sue opere murali e installazioni sono realizzate con materiali riutilizzati, tra cui tessuti donati o scartati, fondi di caff\u00e8 esausti, bende scadute e ritagli di carta, dipinti e incollati insieme. Originario del Ruanda, l\u2019artista vive in Italia dall\u2019infanzia. Sebbene le sue composizioni siano sempre astratte, ogni elemento utilizzato contiene una narrazione legata a una storia locale o globale. Offman utilizza spesso l\u2019intonaco bolognese come legante e il caff\u00e8 come ponte tra il paese d\u2019origine, dove \u00e8 una risorsa fondamentale, e il luogo di residenza, dove \u00e8 una bevanda simbolo. Le sue superfici stratificate e materiche attingono a molteplici influenze visive e storiche, offrendo una lettura ricca e complessa.<\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-weight: 400;\">Tra le mostre recenti e future: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">My Dreams Were Destroyed on Your Walls<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, DEO projects, Chios (2024); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Economics of Painting<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Mead Gallery, Warwick Arts Centre, Coventry (2024); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">The Invention of Europe. A tricontinental narrative<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(2024\u20132027), Kunst Meran, Merano (2024); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Norval Sovereign African Art Prize<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Norval Foundation, Citt\u00e0 del Capo (2024); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">uMoya: The Sacred Return of Lost Things<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Tate Liverpool, Liverpool Biennial (2023); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">La Biblioteca del Mondo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Fondazione Memmo, Roma (2023); Herald St, Londra (2023); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Sensing Painting<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Torino (2023); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Italian Painting Today<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Triennale Milano (2023); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Arte circolare<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, MAXXI, Roma (2023); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">RETROFUTURE<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, MACRO, Roma (2023); <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Museo delle Opacit\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Museo delle Civilt\u00e0 Romana, Roma (2023).<\/span>\r\n\r\n<b>Lewis Dalton Gilbert<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 un curatore indipendente e direttore creativo di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">A Vibe Called Tech<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, agenzia creativa e consulenza artistica che affronta la creativit\u00e0 attraverso una lente intersezionale. Dopo la laurea in Fine Art al Chelsea College of Art and Design, ha coordinato e prodotto mostre e progetti per White Cube e Frieze ed \u00e8 attualmente associate curator del New Art Centre, dove in precedenza ha ricoperto il ruolo di direttore creativo. Nel 2021 ha curato le <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Hackney Windrush Art Commissions<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> con Thomas J Price e Veronica Ryan OBE, per le quali Ryan ha vinto il Turner Prize. Tra i progetti curatoriali recenti: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">South by Southwest<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> presso Gurr Johns (2024), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Pictures of Us<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> a Gathering, Londra (2023), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">We Share the Same Sky<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> su Vortic Art (2023), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Abstract Colour<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> alla Marlborough Gallery (2023) e <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Peripheral Vision<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> alla Anna Schwartz Gallery (2022).<\/span>"}]},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Notes from the Heart - La Societ\u00e0 delle Api<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/societadelleapi.org\/it\/programmes\/notes-from-the-heart\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Notes from the Heart - 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