© Pierre Morel

A Midsummer Daydream, Summer Solstice Residency

Giugno 21, 2025 – Grasse

A Midsummer Daydream, Summer Solstice Residency

21 giugno 2025 – Grasse

A cura di Filipa Ramos

Con Antoine Bertin, Javier Arce Bueno, Jacob Ott, Belén Rodríguez, Valentine Prissette

La celebre commedia di William Shakespeare A Midsummer Night’s Dream celebra l’amore, l’illusione, la danza, la musica e la natura del desiderio nell’ambientazione di una foresta incantata durante una calda notte d’estate. Attraverso i loro sogni nel bosco, esseri umani e altri animali coesistono, condividono esperienze, si comprendono e interagiscono tra loro. Gli animali sono al tempo stesso simboli e metafore, utilizzati per descrivere e illustrare i personaggi umani, ma sono anche creature reali, la cui vita e la cui esistenza nella natura e in relazione all’umanità vengono prese in seria considerazione.

Ispirata al contesto naturale unico de La Società delle Api, agli alveari, alle galline e agli altri animali che lo abitano, e rileggendo il celebre racconto shakespeariano come una storia di gioia interspecifica, la Residenza per Artisti del Solstizio d’Estate 2025 sarà animata dal desiderio di abbracciare l’arte come forma di prossimità alla natura, di richiamare l’amore e la cura nei suoi confronti e di concentrarsi su pratiche artistiche realizzate attraverso, con e per la natura. La Residenza Estiva 2025 diventa così l’occasione per riunire un gruppo di artisti e artiste il cui lavoro celebra i modi in cui la presenza e il contatto con l’arte possono migliorare e mettere in relazione lo spazio, le persone e le altre creature che vivono a La Società delle Api, rivelando al contempo i profondi intrecci tra arte e mondo naturale.

Gli artisti invitati sono pittori, scultori, performer e sound recordist che lavorano con, all’interno e per la natura. Creano pigmenti e tinture naturali a partire da piante, alghe e materiali organici; sono interessati alla realizzazione di sculture e strutture che migliorano l’ambiente e dialogano con la fauna; performano con e per esseri umani e animali; registrano e organizzano concerti intorno ai suoni della natura, e sviluppano pratiche che dissolvono la soglia tra l’artistico e il naturale.

La Residenza rende omaggio alle tradizioni delle opere presenti a La Società delle Api: la fontana per gli uccelli realizzata dai conigli di Lin May Saeed, il forno di Gabriel Chaile costruito con argilla e paglia, e le numerose rappresentazioni della vita vegetale e animale che attraversano i suoi spazi e le sue stanze. Gli artisti saranno invitati a portare, realizzare e condividere i propri lavori in formati noti e inventati: da mostre e installazioni in situ a giornate o serate specifiche e momenti di incontro in cui presentare e discutere le opere in modi nuovi. Insieme, in duo o individualmente, saranno invitati a confrontarsi con La Società delle Api come luogo di ispirazione, risonanza e creazione.



NOTE BIOGRAFICHE

Filipa Ramos, PhD, è curatrice e scrittrice; il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, immagini in movimento ed ecologia. È docente presso il Basel Institute of Art and Design HGK/FHNW e direttrice artistica del Loop Festival di Barcellona. Ramos ha ampliato il discorso della storia dell’arte verso una sensibilità ecologica, incoraggiando musei, curatori e artisti a immaginare l’arte come strumento di cambiamento sociale e ambientale. La sua pratica curatoriale è spesso collaborativa. Con Lucia Pietroiusti cura il festival di arti e scienze umane ‘The Shape of a Circle in the Mind of a Fish’ (dal 2018). Insieme hanno co-curato la 13ª Biennale di Shanghai (2021), l’8ª Biennale Gherdëina (2023) e la mostra ‘Songs for the Changing Seasons’ per la 1ª Vienna Climate Biennale (2024). Ramos ha curato ‘Bestiari’, che ha rappresentato la Catalogna alla 60ª Biennale di Venezia (2024). È stata caporedattrice di ‘e-flux criticism’ (2013–2020), associate editor di ‘Manifesta Journal’ (2009–2011) e ha collaborato con Documenta 13 (2012) e 14 (2017). È autrice di ‘Lost and Found’ (2009) ed editor di ‘Animals’ (2016). Il suo prossimo libro, ‘The Artist as Ecologist’ (2025), analizza i modi in cui gli artisti del XXI secolo si confrontano con l’ecologia.

 

Antoine Bertin (Parigi, 1985) è un artista che lavora all’intersezione tra scienza e immersione sensoriale, field recording e narrazione sonora, dati e composizione musicale. Vive tra Parigi e Alicudi. Le sue creazioni assumono la forma di esperienze di ascolto, momenti immersivi e meditazioni audio che esplorano il nostro rapporto con il mondo vivente. Il suo lavoro è stato presentato, tra gli altri, alla Tate Britain, al Palais de Tokyo, alla Serpentine Gallery, al festival KIKK, al festival STRP, a Sonar+D, al CCCB di Barcellona, alla Dutch Design Week, a Nuit Blanche Paris, al Centquatre-Paris, al Centre Wallonie Bruxelles e alla Gaîté Lyrique. Produce inoltre un programma trimestrale intitolato *Edge of the Forest* su NTS Radio, che intreccia registrazioni sul campo, sonificazioni di dati e meditazioni ispirate alla scienza.

 

Jacob Ott lavora con diversi media — dalla scultura, all’oggetto, alla pittura e installazione, fino al film, al suono e alla performance. La forma del suo lavoro deriva da un’indagine sulle abitudini e sui simboli che plasmano le organizzazioni sociali e le istituzioni. Gran parte della sua pratica affronta gli elementi fondamentali della produzione artistica, così come i singoli componenti e le infrastrutture dell’istituzione artistica stessa. In questo modo, cerca di creare opere autonome o specifiche al contesto, nonché lavori e formati espositivi che costituiscono essi stessi il contesto per altre opere. Attraverso interventi semplici e apparentemente illogici, così come mediante una “denaturalizzazione del naturale”, il suo lavoro apre a una riflessione sulle divisioni e sulle regole spesso arbitrarie o violente che accompagnano la crescente coltivazione del mondo da parte degli esseri umani.

 

Valentine Prissette (Parigi, 1998) combina pittura, disegno, installazione e scenografia nella sua pratica. Mescola spesso tessuti trovati, legno e cera per esplorare il rapporto tra il teatrale e il domestico. I suoi grandi dipinti colorati indagano la relazione tra astrazione e rappresentazione della natura. Attraverso la scenografia, crea frammenti di interni, scene disabitate di un teatro in pausa. Per la sua mostra personale ‘Sleeping Paintings’ a Poush, a Parigi (inverno 2024), ha evocato, attraverso forme familiari, racconti ambigui recitati prima del sonno. La sua serie più recente sfuma le nozioni di scala: all’interno dei modelli, i disegni ricamati diventano nuovi protagonisti. Dopo essersi diplomata in pittura all’École des Beaux-Arts di Parigi, è diventata artista in residenza a Poush, ad Aubervilliers, dove attualmente lavora.

 

Belén Rodríguez (Valladolid, 1981) decompone i componenti culturali dell’artigianato tessile, sia pittoricamente sia scultoreamente. Crea un proprio repertorio che raggiunge un’intensa espressione cromatica e un’elevata astrazione formale, addentrandosi nel mistero del colore e nella sua gloria superficiale. Ha conseguito un Master of Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna nel 2010, dove ha studiato con il professor Heimo Zobernig. Si è laureata in Belle Arti all’UCM di Madrid nel 2007. Nel 2022 ha ricevuto la Borsa per le Arti Plastiche della Fundación Botín (Santander, ES). Nel 2023 ha presentato Metallic Salt, un progetto personale al Museo Patio Herreriano di Valladolid, curato da Javier Hontoria, e ha partecipato, tra le altre, alla mostra collettiva ‘Doblad mis amores’ al Collegium di Arévalo, curata da Chus Martínez.

 

Javier Arce (Santander, 1973) concentra il suo lavoro sul dialogo tra disegno e pittura e sulla loro relazione con l’installazione e la scultura. Recentemente ha collocato geograficamente e tematicamente la sua pratica in una capanna di pastori sulle montagne della Cantabria, dove stabilisce una relazione lucida tra locale e globale, personale e politico, tra paesaggio naturale e conflitti contemporanei e, in definitiva, tra desiderio individuale e impulso collettivo. Si è laureato con lode in Belle Arti all’Università dei Paesi Baschi e ha conseguito un Master in Scultura alla Wimbledon School of Fine Art. È stato artista in residenza all’ISCP di New York. Ha ricevuto il premio della Fundación Botín nel 2006 e il Leonardo Grant della Fundación BBVA nel 2018. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni, tra cui Fundación Marcelino Botín, ARTIUM, IVAM, Museo de Bellas Artes de Santander, MUSAC, La Caixa, CAB e La Caixa Foundation Contemporary Art Collection.