Sensibilità

Giugno 7-Ottobre 6, 2023 – Monaco

A cura di Marianna Vecellio

 

1. Sensibilità

Marianna Vecellio
Sensibilità è il titolo scelto da Renato Leotta per la sua mostra sulla pratica fotografica presso lo spazio espositivo Le Quai della Società delle Api a Monaco.
Secondo l’artista, la fotografia è uno strumento che consente di lavorare sui processi di creazione dell’immagine come esperienza evolutiva, per manipolare, rileggere e completare. Non serve a descrivere o riprodurre la realtà, ma piuttosto come occasione per una serie di esercizi. Per Leotta, questa pratica è il luogo in cui registrare esperienze, visualizzare la relazione tra spirito umano e chimica e manifestare emozioni. Atti modesti modificano la natura dell’immagine, collocandola in un altro luogo, in uno spazio semantico differente. Continuando la sperimentazione, l’artista passa sempre più tempo a soffermarsi sui risultati tracciati sull’immagine, arrivando a abbandonare deliberatamente il mezzo fotografico come fine a sé stesso, per collocare l’opera in una nuova dimensione metafisica senza tempo.

Renato Leotta
La sensibilità è una qualità umana muta; riguarda la natura silenziosa e potenziale del sentire. Nella fotografia, la superficie della carta, un’emulsione spessa pochi millimetri, registra ed esprime il desiderio e il disturbo della luce e dell’ombra. Nelle luci e ombre di questa altalena emotiva di ciò che può essere percepito temporaneamente dai sensi, l’immagine si esaurisce chimicamente. Il rapporto tra sentimento e forma sconvolge e rimodella la comprensione dell’immagine. Senza linguaggio. Il tempo ha una natura anatomica che agisce direttamente sulla forma?

M
Il linguaggio si separa dalla forma, che diventa puro sentire. Sensibilità!

2. Il mare, perché il cielo

M
Leotta è nato a Torino nel 1982. Il suo lavoro indaga il mondo reale e registra gli aspetti più invisibili e fugaci di esso. Opera in vari media, tra cui scultura, fotografia, film e pittura su tela e tessuto, sviluppando un’estetica eterea e senza tempo che attinge forme e riferimenti dal paesaggio urbano industriale e dal Mediterraneo, con la sua storia, archeologia e natura. La sua pratica si ispira anche alla letteratura, all’antropologia e al mito, narrando attraverso frammenti volti a esplorare i processi della visione e le loro connessioni.

R
Di conseguenza: il mare, perché il cielo. Il Mediterraneo è una costellazione di cose marginali, una continuità di frammentazioni piegate a specifiche contingenze geografiche. Il denominatore comune che le abbraccia tutte è il cielo, non il mare. Il cielo è la grammatica che possiamo usare per orientarci all’interno di un vettore superficiale e fluido (il mare) che diventa strumentale ai bisogni meridiani di orizzontalità, scambio e misura.

Il Mediterraneo è quindi il cielo che si innalza all’orizzonte sopra una superficie d’acqua (una lavagna per calcoli matematici). Connesso alla terra da una fascia di luce, la sua storia si racconta di giorno come una spada di sole o di notte come una barca argentata che conduce, come un portale stellare.

M
Leotta cerca segni e tracce di una relazione interdipendente tra fenomeni del visibile e conoscenza antica. Il mare e il Mediterraneo sono intesi come una scuola di apprendimento che lega immagini a sentimenti, processi a miti, esperimenti a visualizzazioni.

Il Mediterraneo è uno spazio performativo, un vasto bacino di sviluppo: luogo di connessioni, movimento e rivelazione, composto da acqua, sale e altri materiali organici e inorganici, abitato da piante, microrganismi e altre creature. La sua composizione chimica, presente come orizzonte nella serie Multiverso (Orizzonti), la luce nella serie Lunagramma e la manifestazione di semplici particelle bioluminescenti nella serie Plankton, è punto di partenza per produrre una conoscenza situata fatta di manifestazioni, vuoti e metafore; come scrive Giorgio de Santillana, «vedere il mondo in profondità è vederlo nella sua interezza». Dal mare al cielo.

R
Immaginai il mare come una camera oscura e la luna come l’obiettivo di un ingranditore, il suo ciclo determinante il flusso di luce che agisce e illumina tutto in modo imparziale. La luce si deposita sulla superficie della carta immersa nel mare, modellata e filtrata dal vento e dal movimento delle onde, registrando la traccia di un’immagine che descrive la superficie dell’acqua in un dato periodo e blocca ciò che percepiamo a occhio nudo come successione di linee e reticolati sul fondale.

M
Sensibilità presenta una raccolta di tracce della natura realizzate in collaborazione con essa. Queste opere fotografiche non sono fotografie ma Lunagrammi, fotogrammi ottenuti registrando la luce delle stelle o raccogliendo la luce della luna in profondità marine; registrazioni del bagliore di plancton o lucciole; orizzonti segnati dalle maree che tracciano i loro movimenti e altezze; impronte del flusso delle onde sulla riva: sentimenti, comportamenti, temperamenti.

«Dieci ricci di mare disegnano una mappa del cielo.
Sono stelle, comete, pianeti, soli, persone.
Caduti nel mare durante la notte.
Sono femmine e maschi; sono viola, rossi, marroni, gialli. Di notte sono blu.
Hanno spine. Si muovono e si proteggono dalla luce.»

__________________________________

1 Franco Cassano, Il pensiero Meridiano, Edizioni Laterza, Roma 2021
2 Italo Calvino, Palomar, Mondadori, Milano 1994
3 Giorgio de Santillana, Hertha von Dechend, Sirio, Adelphi, Milano 2020
4 Intuition, 2017. Eds. Daniela Ferretti and Axel Vervoodt, Palazzo Fortuny, Venice. ‘Il necessario’, Davide Daninos. MER. Paper Khunsthalle, Ghent

 

Photo François Fernandez

Photo François Fernandez

Photo François Fernandez