© NERO Editions
The Imaginary Place
Art support
Aprile 19-21, 2024 – Venezia
La Casa di Reclusione Femminile della Giudecca a Venezia è situata in un antico monastero fondato nel XII secolo. Poco dopo il 1600 divenne un ricovero per prostitute “redente”, gestito da suore. La strada in cui si trova ancora oggi l’ingresso principale prende il nome da questa storia: Calle delle Convertite. Il carcere della Giudecca è esclusivamente femminile; esiste una sezione speciale per le madri e quasi tutte le detenute lavorano.
The Imaginary Place è il risultato di un laboratorio di ascolto e scrittura svolto all’interno della casa di reclusione: un movimento circolare tra musica e testo, tra l’interno del carcere, il mondo esterno e gli spazi mentali evocati dall’esperienza sonora. Ispirate dall’ascolto delle sleeping mixes di cinque musicisti — Caterina Barbieri, Gigi Masin, Courtesy, Lee Gamble, Opium Child — le donne detenute hanno prodotto testi, frammenti, racconti, sogni e memorie, nati o immaginati in una dimensione onirica, poi consegnati ai musicisti per creare un nuovo oggetto sonoro, al tempo stesso narrativo, personale e collettivo.
Un’anteprima installativa del progetto si terrà durante la settimana di apertura della 60ª Biennale d’Arte, venerdì 19 aprile alle ore 12:30, con un brunch preparato da Libere Golosità, cooperativa impegnata nel reinserimento lavorativo in ambito carcerario a Vicenza, presso il Teatrino Groggia (Cannaregio, 3150).
The Imaginary Place è un progetto curato da NERO e Closer, prodotto con il supporto de La Società delle Api.
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GLI ARTISTI
Caterina Barbieri (Bologna, 1990) è una compositrice e musicista italiana di fama internazionale. La sua ricerca esplora gli effetti psicofisici del suono, stimolando memoria e percezione, e sperimenta il potenziale creativo della computazione attraverso un linguaggio minimalista, mirando a stati di alterazione, estasi e allucinazione temporale.
Gigi Masin (Venezia, 1955) è una figura centrale della musica sperimentale. Compositore italiano autodidatta, è cresciuto nel contesto delle radio libere degli anni Settanta ed è poi diventato una figura leggendaria della musica ambient contemporanea internazionale. Ha composto musiche per il teatro ed è noto anche come membro del trio Gaussian Curve.
Najaaraq Vestbirk (1987), conosciuta anche come Courtesy, è un’artista danese che vive tra Copenaghen e Berlino. La sua pratica multidisciplinare nasce dalla pista da ballo, intesa come punto di partenza per indagare le relazioni organiche e trascendenti tra sconosciuti. Spaziando dall’installazione alla composizione, dai DJ set alla performance, oltre che alla fotografia e al video, sotto lo pseudonimo Courtesy Vestbirk ha intrapreso numerosi tour come DJ, esibendosi in luoghi e festival prestigiosi in tutto il mondo, come Berghain e Sónar.
Lee Gamble è un artista, compositore e produttore britannico il cui lavoro indaga temi quali il tempo, la memoria, l’allucinazione e la simulazione, fondendo musica elettronica, noise, ambient e dance. Dopo i primi lavori nel campo della composizione noise e della sintesi computerizzata, è diventato ampiamente noto per album ed EP pubblicati su etichette influenti della musica elettronica come PAN e Hyperdub.
Opium Child è uno degli spettri che infestano NERO, incarnando il mormorio subarmonico dell’abisso tentacolare. Materializzandosi temporaneamente nelle sembianze di Francesco de Figueiredo, il suo scopo è immergere l’ascoltatore nei cerchi mentali di una psichedelia astratta, letargica e dilatata.
I CURATORI
NERO è una casa editrice internazionale dedicata all’arte, alla teoria critica e alla cultura contemporanea. È anche uno studio creativo che esplora gli immaginari presenti e futuri attraverso strumenti e formati in continua evoluzione. Specializzata in arte, musica, filosofia e culture visive, NERO indaga prospettive non convenzionali per decifrare il nucleo di una realtà in costante trasformazione.
CLOSER è un’associazione culturale nata a Venezia nel 2016 per promuovere attività culturali in luoghi complessi, laddove il sistema sociale mostra i propri limiti, con un’attenzione particolare all’ambiente carcerario. CLOSER interviene organizzando laboratori ed eventi per includere chi è sempre stato escluso; realizza progetti sociali rivolti alla cittadinanza, soprattutto a coloro che sono meno consapevoli della propria esclusione. Si impegna a diffondere l’arte a chi l’ha sempre desiderata e la tecnologia a chi non vi ha mai avuto accesso: il potere dell’apprendimento è l’unico – vero – potere.